PARTE SECONDA
LA CONTEMPLAZIONE DEL CREATORE NELLE CREATURE
CAPITOLO CXXIV
AMORE DEL SANTO PER LE CREATURE SENSIBILI
E INSENSIBILI
750 165. Desiderando questo felice viandante uscire
presto dal mondo, come da un esilio di passaggio, trovava
non piccolo aiuto nelle cose che sono nel mondo stesso. Infatti
si serviva di esso come di un campo di battaglia contro le
potenze delle tenebre, e nei riguardi di Dio come di uno specchio
tersissimo della sua bontà.
In ogni opera loda l'Artefice; tutto ciò che trova
nelle creature lo riferisce al Creatore. Esulta di gioia in
tutte le opere delle mani del Signore, e attraverso questa
visione letificante intuisce la causa e la ragione che le
vivifica. Nelle cose belle riconosce la Bellezza Somma, e
da tutto ciò che per lui è buono sale un grido:
«Chi ci ha creati è infinitamente buono».
Attraverso le orme impresse nella natura, segue ovunque il
Diletto e si fa scala di ogni cosa per giungere al suo trono.
Abbraccia tutti gli esseri creati con un amore e una devozione
quale non si è mai udita, parlando loro del Signore
ed esortandoli alla sua lode. Ha riguardo per le lucerne,
lampade e candele, e non vuole spegnerne di sua mano lo splendore,
simbolo della Luce eterna. Cammina con riverenza sulle pietre,
per riguardo a colui, che è detto Pietra. E dovendo
recitare il versetto, che dice: Sulla pietra mi hai innalzato,
muta così le parole per maggiore rispetto: «Sotto
i piedi della Pietra tu mi hai innalzato».
Quando i frati tagliano legna, proibisce loro di recidere
del tutto l'albero, perché possa gettare nuovi germogli.
E ordina che l'ortolano lasci incolti i confini attorno all'orto,
affinché a suo tempo il verde delle erbe e lo splendore
dei fiori cantino quanto è bello il Padre di tutto
il creato. Vuole pure che nell'orto un’aiuola sia riservata
alle erbe odorose e che producono fiori, perché richiamino
a chi li osserva il ricordo della soavità eterna.
Raccoglie perfino dalla strada i piccoli vermi, perché
non siano calpestati, e alle api vuole che si somministri
del miele e ottimo vino, affinché non muoiano di inedia
nel rigore dell'inverno.
Chiama col nome di fratello tutti gli animali, quantunque
in ogni specie prediliga quelli mansueti.
Ma chi potrebbe esporre ogni cosa? Quella Bontà «fontale»,
che un giorno sarà tutto in tutti, a questo Santo appariva
chiaramente fin d'allora come il tutto in tutte le cose.